Alda Merini: poesia tra arte e follia.
“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.”
Domenica prossima, primo giorno di primavera, sarebbe stato il 69esimo compleanno della poetessa Alda Merini. Le quattro figlie Emanuela, Barbara, Flavia e Simona hanno voluto raccontare la sua storia. “Non la storia della famosa poetessa che tutti già conoscono ma la storia di una madre, una madre un po’ particolare“. Da qui l’idea di un sito (www.aldamerini.it) per rivivere – passo dopo passo – il percorso artistico, la biografia e gli incontri con figure importanti della letteratura italiana. Un modo concreto per ripercorrere la straordinaria vita della poetessa milanese.
A quattro mesi dalla sua morte le figlie hanno raccolto fotografie e versi. Nel sito spicca soprattutto una verità toccante e autentica: la storia di una madre che non sempre poté stare vicino alle sue figlie. “La maternità è una sofferenza, una gioia molto sofferta – spiegava la Merini – da un amante ci si può staccare, ma da un figlio non riesci“. Il sito riporta le iniziative del comune in vista della Giornata mondiale della poesia e presenta ufficialmente il Comitato pro Nobel Alda Merini.
[da ilGiornale.it]
Scrivete sul mare, sul vento.
«Su su… svelti eh, svelti, veloci… Piano, con calma. Non v’affrettate, eh. Poi non scrivete subito poesie d’amore, eh! Che sono le più difficili aspettate almeno almeno un’ottantina d’anni eh… Scrivetele su un altro argomento, che ne so su… su… il mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un’altra, eh? Avete capito? La poesia non è fuori, è dentro! Cos’è la poesia? Non chiedermelo più, guardati nello specchio: la poesia sei tu! E vestitele bene le poesie! Cercate bene le parole! Dovete sceglierle! A volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola! Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere! Da Adamo ed Eva: lo sapete Eva quanto c’ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa… Ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre! Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto! Morto, tutto è… Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l’allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza! Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato! Questo è quello che dovete fare! Non son riuscito a leggerli! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia. E se il pezzo non vi viene da questa posizione, da questa, da così, beh… buttatevi in terra! Mettetevi così! Eccolo qua… Oh! È da distesi che si vede il cielo! Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima!? Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola… “muro”! “Muro” non ti dà retta… non usatela più per 8 anni, così impara! “Che è questo? Boh! Non lo so!” Questa è la bellezza! Come quei versi là, che voglio che rimangano scritti lì per sempre!…Forza cancellate tutto.»
[Roberto Benigni, da "La tigre e la neve"]













