Marea nera: la Bp conclude la cementificazione del pozzo
New Orleans – Bp ha concluso l’operazione di iniezione di cemento nel pozzo di petrolio, all’origine della marea nera nel Golfo del Messico, destinata a tapparlo definitivamente. “Non è la fine, ma questo ci assicura praticamente che non c’è più il rischio di perdite di petrolio nell’ambiente”, ha detto a Washington l’ammiraglio Thad Mullen, responsabile per il governo Usa della supervisione del dossier sul disastro ambientale nel Golfo del Messico.
All’operazione, nota col nome di “static kill”, iniziata martedì con l’iniezione di fango pesante per contenere la pressione del greggio, si è arrivati dopo quasi quattro mesi in cui per molto tempo hanno prevalso insuccessi e frustrazioni. Il 20 aprile l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon di BP ha ucciso 11 operai e ha gradualmente riversato in mare quasi cinque milioni di barili di greggio. Per tre mesi Bp non è stata in grado di contenere il petrolio in nessun modo, attirandosi le ire degli abitanti della regione e della Casa Bianca.
Tre settimane fa gli ingegneri sono riusciti a calare una cupola sulla bocca del pozzo in grado di contenere, almeno temporaneamente, la fuoriuscita. Ci vorrà almeno un giorno perché il cemento si solidifichi, e almeno altri cinque per ultimare un secondo pozzo, a 5.500 metri di profondità, e che andrà a intersecarsi con il vecchio pozzo necessario per tappare definitivamente quello danneggiato Bp e il governo non dichiareranno vinta la battaglia fino a quando anche l’operazione con il secondo pozzo non sarà completata.
[Fonte: Apcom]
Da Waterworld la soluzione alla marea nera?
Dopo aver rifiutato l’aiuto del regista James Cameron, la Bp fa appello a Kevin Costner. Gli esperti della compagnia petrolifera hanno riconosciuto che i macchinari dell’attore sono i più efficaci a ripulire l’acqua nera di petrolio e hanno piazzato un primo ordinativo per l’acquisto di 32 «centrifughe del mare».
La società di Costner, la OTS – Ocean Therapy Solutions produce questi macchinari “Liquid-Liquid Centrifugal Separators” già da tempo e l’attore ha impiegato circa 15 anni e 20 milioni di dollari per farle mettere a punto. Hanno la capacità di aspirare l’acqua, centrifugarla, e separare al 99% le sostanze inquinanti, senza produrre ulteriore inquinamento.
Il protagonista di Waterworld, che ha un fratello scienziato specializzato in questo genere di tecnologie, finanziò a suo tempo il progetto che, 15 anni fa, sembrava avveniristico, ma che oggi pare essere il sistema più all’avanguardia per affrontare la marea nera. Le macchine hanno la capacità di separare il petrolio dall’acqua e possono filtrare fino a 750 litri di acqua al minuto.
Speriamo che questa soluzione, che comunque non credo sia in grado da sola a risolvere del tutto il problema, possa aiutare a far tornare il prima possibile il mare com’era prima.






