Schiavi del petrolio
La crisi economica di questi ultimi tempi, reale o percepita, ha influito anche sul mercato dell’automobilismo, che dopo anni e anni, ha deciso ora di puntare su alimentazioni alternative rispetto al carburante tradizionale, quale benzina o gasolio.
Del resto la tecnologia riguardante i sistemi di propulsione per veicoli è ferma ai primi del ‘900, a parte migliorie ed ottimizzazioni avvenute negli anni, fino ai giorni nostri. Nulla di rivoluzionario, comunque.
A quanto pare ancora non siamo pronti a nuovi sistemi veramente ecologici di alimentazione (elettrica a idrogeno o a batteria) per non parlare poi di sistemi del tutto innovativi. Per quanto riguarda l’alimentazione elettrica a idrogeno, pare che non sia ancora il momento, per quella a batteria, invece, si cominciano a vedere alcuni sporadici esemplari di auto ibride, ma nulla di rivoluzionario.
Tutto questo in controtendenza rispetto all’innovazione tecnologica in tutti i campi della scienza. Possibile?
Direi proprio che qualcosa non va. Oltretutto, se è vero, come detto all’inizio, che le case automobilistiche puntano su alimentazioni alternative, è anche vero che tra queste quella maggiormente spinte è il GPL, ovvero Gas Propano Liquido, cioè uno dei derivati del petrolio. E siamo sempre lì. Ma almeno brucia completamente facendo uscire dalle marmitte solo CO2, acqua e pochissimi altri residui.
Credo ci dovremmo accontentare ancora per molto.
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