Google chiude WAVE: “Al di sotto delle aspettative”

A poco più di un anno dal lancio, Google sospende Wave, la piattaforma che permette a un gruppo di utenti di usare e-mail, messaggistica istantanea e social network, e di condividere foto, video, mappe e documenti di lavoro.
Secondo quanto annunciato sul blog ufficiale della società, il servizio “non è andato come avremmo voluto e l’accoglienza è stata inferiore alle nostre aspettative”. Wave sarà disponibile fino alla fine dell’anno, ma la sua tecnologia continuerà ad essere utilizzata per altri progetti, ha precisato sul blog Urs Hlzle, il responsabile tecnico di Google. Le parti centrali del codice -ha aggiunto- così come i protocolli che hanno spinto le diverse innovazioni in Wave, come il ‘drag and drop’ e la scrittura carattere per carattere in tempo reale, sono già disponibili come codice open source.
Wave era stato presentato a maggio del 2009 come un progetto in grado di rivoluzionare la comunicazione che avrebbe rappresentato una minaccia per la posta elettronica e i social network. Ma già a dicembre Google aveva acquistato la californiana AppJet con l’obiettivo di migliorare il servizio, un tentativo che, però, non è bastato.
Secondo alcuni siti specializzati, tra i motivi del ‘flop’ ci sarebbe il fatto che la piattaforma ha troppe funzioni che la rendono difficile da utilizzare e che è troppo simile a Google Buzz.
[Fonte: ANSA]
Coerenza politica
Governo: Casini (udc), Bossi e Tremonti tranquilli, non entro
ROMA, 11 LUG – “Mi dicono che Tremonti e Bossi in queste ore stiano un po’ agitandosi, ma li voglio rassicurare, stiano tranquilli e sereni perché non serve aggiungere un posto a tavola in cose vecchie che hanno dimostrato di non funzionare. Serve una svolta politica vera in questo Paese e solo a questo noi siamo interessati”. Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Tg1, ha ribadito la posizione del suo partito in merito a possibili alleanze con il Pdl. [ANSA]
Casini, governo di larghe intese con Berlusconi premier
ROMA, 12 LUG – Un “governo di responsabilità nazionale”. È quanto auspica il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini secondo cui è l’unico modo per uscire dalla “crisi politica in atto”: un esecutivo aperto a tutti, guidato da chi sceglierà il capo dello Stato, ma per il quale “non è possibile avanzare veti” su Silvio Berlusconi perché “ha vinto lui le elezioni”. Intervistato dal Corriere della Sera, Casini spiega: “se fossi il premier di fronte alla gravità della crisi e alla situazione del Paese, chiederei a tutte le forze politiche una responsabilità più ampia”. Il Pd accetterebbe, secondo Casini, perché sono “in molti a rendersi conto che così non si può andare avanti”. La Lega e l’Idv, invece, “forse no”. Il leader dell’Udc inoltre dice che alla cena in casa del giornalista Bruno Vespa con Silvio Berlusconi, Gianni Letta e il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone (“messo ingiustamente in mezzo, di politica italiana non ha detto niente”), il premier non gli ha chiesto nulla. E rispondendo alla domanda se ci siano state offerte on altre occasioni, il leader dell’Udc dice: “Che Berlusconi pensi a rafforzare il suo governo è comprensibile, ma per quanto mi riguarda, non c’e’ un interesse a partecipare a questo governo: sarebbe ridicolo e umiliante. Bossi è un esperto di ribaltoni. Io no.”. Per questo la Lega, afferma, “insorge per un nulla”. Per Casini comunque è “offensivo” pensare che l’Udc potrebbe sostituire i finiani: “mi auguro invece- dice- che Fini ritenga positivo il mio ragionamento e la necessità di un’alleanza tra forze che puntano a realizzare riforme importanti per il bene del Paese”. [ANSA]
Quando si dice coerenti. Credo sia uno degli esempi più folgoranti per rappresentare la politica italiana!
Tlc: troppi smartphone, rischio collasso
Calabrò, Agcom conta di mettere all’asta 300 mhz per banda larga.
“In assenza di interventi, con il tasso attuale di diffusione degli smartphones, la rete mobile rischia il collasso”. E’ l’allarme del Garante Tlc. Corrado Calabro’, nella Relazione annuale al Parlamento, ha ricordato che l’Agcom “sta portando avanti una politica finalizzata alla liberazione in tempi brevi di frequenze radio: contiamo di rendere disponibili, prima del 2015, circa 300 Mhz da mettere all’asta per la banda larga”. I prezzi delle tlc in Italia tra il 1995 e il 2010 sono diminuiti del 31%.
[Fonte: Ansa.it]
Italiani cafoni e maludacati per 7 turisti stranieri su 10
Almeno secondo uno studio su 1.350 persone, a cui e’ stato chiesto un parere sulla loro vacanza in Italia.
ROMA – Urla e schiamazzi per strada, motoscafi che arrivano quasi in spiaggia, acquascooter che sfrecciano sottocosta, radio ad alto volume, spintoni e ressa continua e un’incredibile ignoranza delle lingue estere. Ecco il peggio dell’Italia secondo 7 turisti stranieri su 10 che hanno scelto il Bel Paese come meta delle loro vacanze. Almeno secondo uno studio, promosso dalla rivista Vie del Gusto in edicola nei prossimi giorni, condotto su 1.350 turisti stranieri (in maggior parte inglesi, tedeschi e Usa), a cui e’ stato chiesto un parere sulla loro vacanza in Italia. Approfonditi corsi di bon ton e galateo, infarinatura di inglese, tedesco e francese e una frenata sui prezzi: queste le richieste degli stranieri per tornare a trascorrere le ferie in Italia.
A rovinare le loro vacanze, infatti, sono l’incivilta’ e la maleducazione (61%), l’impossibilita’ di comunicare nella loro lingua (75%) e i prezzi talvolta troppo esagerati (47%). Nonostante il 57% affermi che non si tratta del primo soggiorno in Italia e il 41% ammetta di scegliere lo Stivale almeno una volta ogni 3 anni, non mancano infatti le lamentele che spingono i turisti stranieri a non ritornare sicuramente (4%) o molto probabilmente (24%). Ma uno su tre tornera’ sicuramente.
L’Italia e’ visitata ogni anno da oltre 30 milioni di turisti stranieri; scelgono il sud (24%), le isole (23%) e il centro Italia (21%) in egual misura, e sono alla ricerca di tranquillita’ e relax (71%), divertimento (57%) e cibo gustoso (49%). A rendere speciale, infatti, il loro soggiorno in Italia, sono l’amore tutto tricolore per la tradizione e la genuinita’ (78%), la generosita’ e il calore della gente (67%), l’enogastronomia (51%) e le bellezze paesaggistiche (49%).
[fonte: ANSA]
Sono il primo a vergognarmi di certi attegiamenti tipici del nostro Paese. Però non esageriamo, che pure all’estero non è che per forza sia meglio. Diciamo che ogni cultura ha i suoi pregi e i suoi difetti.
Insomma, ad esempio, se vai all’estero non mi pare che tutti parlino la nostra di lingua, anzi sono pure molto esigenti e se sbagli un accento ti guardano pure male. E quando sono qui da noi non sono poi tutti così educati: se da loro non si butta nulla a terra, qui sembra possibile, così come attraversare fuori dalle strisce pedonali, cosa impensabile in molti paesi europei, ma da noi se ne scordano e così li trovi ad attraversare sul lungotevere…
Ci trattano tutti male in Europa, ma poi sono sempre tutti qui, ad apprezzare la nostra storia, la nostra arte, il nostro cibo e la nostra cultura!
SMS d’oro in Italia
Buone notizie dall’Europa… ma credo che sarà difficile superare la subcultura italiana in ambito tecnologico e della comunicazione, che non aiuta certo lo sviluppo e la diffusione capillare della tecnologia.
TLC: Corte Ue, giusto fissare limiti a tariffe roaming
BRUXELLES, 8 GIU – La Corte di giustizia Ue ha stabilito oggi che la Commissione europea ha imposto “legittimamente” limiti massimi alle tariffe applicate dagli operatori europei per il roaming sulle telefonate internazionali. A contestare la validità del regolamento adottato da Bruxelles su questa materia erano stati quattro operatori (Vodafone, Telefonica 02, T-Mobile e Orange) davanti all’Alta Corte di giustizia di Inghilterra e Galles, la quale a sua volta aveva investito della questione i giudici del Lussemburgo. Nella sentenza odierna, la Corte Ue indica che la Commissione ha agito nell’ambito delle sue competenze, nell’interesse dei consumatori e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà.
TLC: consumatori; prezzi sms troppo alti, abbassarli
ROMA, 8 GIU – “È arrivato il momento di livellare gli alti costi degli sms, che per gli utenti italiani sono tra i più alti d’Europa”. Lo affermano in una nota Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori) ricordando che “la Corte di Giustizia Ue ha stabilito la legittimità ai limiti massimi delle tariffe applicate dagli operatori europei per il roaming sulle telefonate internazionali imposto dalla Commissione europea che ha agito nell’ambito delle sue competenze, nell’interesse dei consumatori e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, sconfiggendo l’arroganza dei quattro gestori quali Vodafone, Telefonica 02, T-Mobile e Orange che avevano fatto ricorso all’Alta Corte contestando la decisione. Una ricerca del professor Srinivasan Keshav dell’Università’ canadese di Waterloo (uno studio citato in più di una occasione dal senatore americano Herb Kohl) avrebbe dimostrato che i cosiddetti sms, ovvero il servizio messaggi brevi inviati da telefono cellulare, navigherebbero nelle reti telefoniche senza apportare alcun costo reale per le compagnie telefoniche, poiché i dati contenuti in un sms sarebbero talmente pochi da poter permettere al messaggio stesso di ‘nascondersi’ all’interno di una porzione (denominata Control Channel) del segnale che collega il cellulare al ripetitore più vicino. Tale segnale sarebbe, in realtà, sempre presente anche quando gli sms non vengono inviati e quindi a costo zero per il gestore telefonico, visto che un kilobyte di spazio dati ha un prezzo di mercato pari a circa sei centesimi di euro ed un sms e’ composto al massimo da 140 byte (pari a 160 caratteri alfanumerici) e avrebbe dunque un prezzo industriale pari a circa un centesimo di euro. Poiché il prezzo medio di vendita di un sms ai clienti di carte telefoniche prepagate in Europa e’ di circa 7,5 centesimi di euro, mentre in Italia e’ di 13 centesimi, che i consumatori che inviano i messaggini dall’estero pagano fino a 35 centesimi, e’ arrivato il momento, alla luce della Sentenza dell’Alta Corte di Giustizia, che l’Autorità’ per le Garanzie nelle Comunicazioni deliberi un adeguamento dei costi a quelli già elevati della media europea”.
Interessante anche questo articolo del 2009 su Webmasterpoint.it













