A wondrous place
Un tempo erano i diari. Strumenti spesso molto intimi per appuntare frammenti di vissuto, da rileggere in vecchiaia o spesso da lasciare ai successori. Solo pochi così potevano trarre spunto dalle lezioni di vita lasciategli in eredità.
Oggi sono i blog. Diari virtuali che, a differenza di quelli più romantici e malinconici in cellulosa, sono condivisi con il mondo intero e con chi, con la propria sensibilità, ne cogli e i contenuti.
Ce ne sono milioni: frivoli, divertenti, tristi o deprimenti, più o meno utili.
Uno sicuramente è in questi giorni il più letto (oltre 8 milioni di contatti): penamchine.com di Derek K. Miller, blogger canadese morto all’età di 41 anni lo scorso 3 maggio per le complicazioni di un tumore all’intestino. Il suo blog era già molto conosciuto per il suo stile freddo e lucido, senza mancare di umorismo, nel raccontare la lotta alla malattia.
“…It turns out that no one can imagine what’s really coming in our lives. We can plan, and do what we enjoy, but we can’t expect our plans to work out. Some of them might, while most probably won’t. Inventions and ideas will appear, and events will occur, that we could never foresee. That’s neither bad nor good, but it is real…”
Un pensiero che mi ha molto colpito. Queste parole, scritte da lui in un post postumo in cui annuncia la sua morte, racchiudono con semplicità lo spirito con cui si dovrebbe affrontare la vita: con slancio e vitalità e, al contempo, con la lucidità di chi sa che non può andare sempre tutto come avremmo voluto.
“The world, indeed the whole universe, is a beautiful, astonishing, wondrous place. There is always more to find out.”
Irimi e Kaiten
Le arti marziali ispirano ogni giorno le mie idee e le mie azioni. Anche fuori dal dojo, la pratica continua.
Irimi: “Entrata e Fusione”
Davanti ad un attacco, nell’Aikido si reagisce non arretrando e deviando l’aggressione, ma entrando direttamente in essa. A volte finiamo rivolti nella stessa direzione dell’attaccante, a stretto contatto con lui, al punto che è difficile distruggerci.
Spesso il modo migliore per affrontare un attacco è andare direttamente alla sua fonte e fondersi con esso, rendendo impossibili ulteriori offensive.
Kaiten: “Apertura e Cambiamento”
A volte è meglio evitare un attacco effettuando un’apertura laterale, per poi ridirigerlo verso l’aggressore. Nell’Aikido, il concetto di “apertura” è fondamentale e vuol dire essere pronti a cogliere la possibilità, nonché avere mente e cuore aperti. Il maestro Ueshiba diceva:
“Ognuno di noi deve aprirsi la strada, aprire la porta alla verità. L’universo è come un libro aperto che possiamo leggere e noi dovremmo considerare il mondo come realmente è.”
Un pensiero…

Non mi dilungherò in inutili, quanto ripetuti, epitaffi sentimentali e noiosi che oggi affolleranno ogni tipo di media. Voglio solo ricordare un giorno così importante per tante persone. Anche per me.
Oggi 6 aprile voglio ricordare tutte le vittime del terremoto che ha colpito due anni fa la zona de L’Aquila. Se penso alla desolazione e l’angoscia che ho provato arrivato sul posto 2 giorni dopo, non posso non pensare a chi ha perso tutto e alla forza che deve avere per andare avanti.
A loro va un grande abbraccio, sincero!
Non credo si possa dire altro, la ferita è ancora aperta e dolorante…
Ogni scusa è buona…
Approfittando del fatto che dovevo raggiungere un porcellino, cucinato alla maniera sarda da mio zio sardo, ma in un paesino nell’aretino e della stupenda giornata di sole ho sgranchito un po’ le gomme alla mia moto. E devo dire di essere proprio soddisfatto della giornata…
Forse però la mia cara Valentina è ancora un po’ provata dal tour: saranno stati i chilometri a cui non è più abituata, o forse il porcellino che s’è divorata?!?
Beh, forse non sa che questo era un giretto di appena 248 km e che il prossimo sarà decisamente più… “complicato”!!!
Un aiuto al Giappone

Al via la raccolta fondi della Croce Rossa Italiana (Cri) per le popolazioni colpite dal sisma e dallo tsunami in Giappone. Per donare 2 euro è possibile inviare un sms da cellulari TIM, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce, Tiscali o da telefono fisso Telecom, Infostrada, Fastweb, Teletu e Tiscali al numero 45500.
I contributi raccolti saranno impiegati per supportare le attività di assistenza della Croce Rossa Giapponese, in stretta collaborazione con la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e con il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Oltre all’invio di un sms, le altre modalità per donare sono: online su www.cri.it; tramite bonifico bancario IBAN: IT 19 P 01005 03382 000000200208 – Conto corrente postale n. 300004 intestato a Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma. La causale è “Pro emergenza Giappone”.
[fonte: AGI]

Puffi maddeché… Meglio gli Snorky!
La mia mente, mente. A me di sicuro. Così genera spesso cose senza senso nei momenti più strani.
E così, dai meandri del mio cervello,secondo meccanismi del tutto sconosciuti anche ai più illustri luminari della psicologia, è apparsa un immagine che mi ha fatto sorridere. Quella di Ricciolo: un simpatico personaggio verde e riccioluto, che parla solo facendo un suono, ovvero tut-tuut (il suo nome originale è infatti Tooter!) Questo pupazzetto verde con una spece di boccaglio/antenna in testa (lo snorkler) è uno Snorky!!
Già gli Snorky (The Snorkers) sono un cartone animato degli anni ’80, che nulla hanno da invidiare ai Puffi, anche se questi li hanno un po’ messi in ombra:
“Nacquero come fumetto nel 1982 in Belgio, disegnati da Freddy Monnickendam. Vennero in seguito adattati come cartone animato dalla Hanna-Barbera Productions e trasmessi negli USA il sabato mattina dal 1984 al 1988 dalla rete NBC. Il cartone animato proseguì solo quattro stagioni, a causa del maggior successo ricevuto dalla serie animata I Puffi. I Puffi contengono alcune similitudini con gli Snorky ma, diversamente da quanto a volte si creda, gli Snorky non sono un clone de I Puffi.”
[da Wikipedia]
Io non mi ero fatto ingannare, però. Ho sempre dubitato di quei pupazzetti blu che parlavano in modo ermetico: “Ciao, puffiamo di là, puffiamo di qua… Noi puffi, puffolina, puffiamo sempre puffando…” Che poi lasciano spazio a molti interrogativi…
Vi lascio con la sigla, ovviamente cantata da Cristina d’Avena… un pezzo decisamente Rock!!! -_-’














