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Non c’è cosa più frustrante al rientro da un viaggio che aspettare di vedere apparire la propria valigia, da quella macchina sputa borse dell’aeroporto, senza risultato. Decisamente una realtà amara tanto quanto assurda. E pensi: “Gli lasci la valigia al check-in a Lisbona, la caricano sull’aereo, voli diretto a Roma, scaricano la valigia, la riprendi al ritiro bagagli… ma anche no!”
Vabbè l’ottimismo è il sale della vita… e a me piace mangiare saporito, quindi aspetto fiducioso.
Se mi cercate mi trovate al ritiro bagagli di Fiumicino a fissare il rullo trasportatore, mentre leggo un libro sulla vita di Giacomo Leopardi, mentre ascolto un po’ di buon fado.
Approfittando del fatto che dovevo raggiungere un porcellino, cucinato alla maniera sarda da mio zio sardo, ma in un paesino nell’aretino e della stupenda giornata di sole ho sgranchito un po’ le gomme alla mia moto. E devo dire di essere proprio soddisfatto della giornata…
Forse però la mia cara Valentina è ancora un po’ provata dal tour: saranno stati i chilometri a cui non è più abituata, o forse il porcellino che s’è divorata?!?
Beh, forse non sa che questo era un giretto di appena 248 km e che il prossimo sarà decisamente più… “complicato”!!!
“A long time ago came a man on a track
walking thirty miles with a pack on his back
and he put down his load where he thought it was the best
made a home in the wilderness…”[Telegraph Road, Mark Knopfler]
Piccolo resoconto sul recente viaggio a Kos (Grecia)
Domenica 8 agosto alle 18,30, giunti all’aeroporto di Roma Fiumicino, prendiamo i documenti presso il banco della Veratour ed effettuiamo il check-in, dove veniamo a sapere che il viaggio subirà un ritardo di circa 2 ore, dovuto a quanto ci dicono, ad un problema all’aeroporto di Kos. E, in effetti, anziché alle 21,05 come previsto, partiamo dall’aeroporto di Roma Fiumicino alle 23,20.
Chi ben comincia…
Una volta giunti sopra l’isola di Kos, proprio mentre eravamo in fase di atterraggio, l’aereo ha ripreso potenza riportandoci in quota di volo. Il comandante ci ha quindi avvisato che a causa della mancanza della giusta visibilità (900 metri contro i 2400 necessari) avremmo sorvolato l’aeroporto per un po’ nella speranza che le condizioni sulla pista cambiassero in meglio. Purtroppo però dopo circa 35 minuti, il comandante ci comunica che la visibilità era scesa a 500 metri e pertanto avrebbe preso la rotta di Rodi per l’atterraggio.
Alle 3,23 dell’ormai sopraggiunto lunedì arriviamo, perciò, all’aeroporto di Rodi dove ci fanno scendere dall’aereo e ci lasciano “parcheggiati” nella hall del gate, senza avere particolari indicazioni, se non poche, frammentate, quanto vaghe, informazioni. Solo alle 5,30 circa una voce dagli altoparlanti ci avvisa che il nostro volo per Kos sarebbe finito definitivamente lì a Rodi e che ci avrebbero portato a destinazione con il traghetto. Fortunatamente, per così dire, ci vengono anche offerti un panino ed una bibita presso un bar.
Alle 6,00 la stessa voce ci avvisa di recarci al ritiro bagagli per poi prendere i pullman che ci avrebbero portato all’imbarco del traghetto per Kos. E, in effetti, alle 7.20 prendiamo il pullman e alle 7,50 siamo sul traghetto, che partirà alle 8,35.
Alle 11,06 siamo finalmente al porto di Kos. Qui troviamo una ragazza della Veratour che ci indirizza verso il pullman che ci porterà al nostro hotel.
Così lunedì 9 alle 11,45, dopo circa 17 ore di viaggio giungiamo, infine, all’Aeolos Beach Hotel.
Effettuato il check-in mi accorgo che nella hall c’è la ragazza della Veratour (Barbara) che poi avremmo dovuto incontrare la sera. Così mi presento e le domando se fosse possibile chiedere di poter mangiare qualcosa visto l’orario e visto che non avevamo potuto nemmeno usufruire della colazione che ci sarebbe spettata. Così lei riporta, anche se un po’ frettolosamente e apparentemente con una certa leggerezza, la mia richiesta. Ma non è possibile e, anzi, sembrava anche un po’ seccato, affermando che loro poverini avevano addirittura preparato una cena fredda per il nostro previsto arrivo la sera prima. Di conseguenza, vista tale risposta e vista l’assoluta assenza di insistenza da parte di Barbara, ci siamo rassegnati all’idea di non ottenere granché. Abbiamo provveduto con il ristorantino sulla spaggia.
Lo stesso responsabile della reception, inoltre, ci fa notare che il check-out è previsto per il 15/08/2010 alle 12,00. Ma avendo noi il volo all’1,10 del 16/08/2010 e che quindi il pullman non sarebbe passato a prenderci prima delle 23,00, ho chiesto spiegazioni a Barbara, non capendo come fosse possibile dover lasciare la stanza a quell’ora avendo noi il volo circa 13 ore dopo. La risposta è stata che ovviamente il check-out è in tutto il mondo alle 12, ma che se avessimo voluto, pagando all’hotel una differenza, ci potevano lasciare la stanza al massimo fino alle 17,00. Abbiamo quindi deciso che avremmo pagato quella differenza, pur non sapendo cosa avremmo potuto fare fino al passaggio del pullman, essendo comunque l’hotel in posizione isolata rispetto alla città (circa 5 km). Hai capito sì che organizzazione…
Nulla da dire sull’hotel, se non che non rientra proprio nella definizione Cat. A (4 stelle), o almeno non quella italiana. Essendo un quattro stelle, ci si aspetta qualcosa di diverso. Ne è un esempio l’impianto di climatizzazione delle camere, che funziona solo in alcuni limitati momenti della giornata. Comunque struttura molto bella, pulita (ogni giorno veniva effettuata regolarmente la pulizia della nostra camera) e proprio sul mare.
Arriviamo a venerdì 13 (brividi!) e Barbara mi avvisa telefonicamente che il volo di ritorno per Roma previsto per la notte tra domenica e lunedì 16 notte alle 1,10 è stato spostato alla domenica mattina alle 10,35. Rimaniamo davvero disorientati: dopo tutti i problemi della partenza, ora ci viene negato anche l’ultimo giorno di vacanza.
In conclusione: di 7 giorni di vacanza previsti ne abbiamo avuti solo 5 e, come da copione, non è responsabilità di Veratour, perché i voli possono cambiare orario…
Grazie Veratour!