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La mia mente, mente. A me di sicuro. Così genera spesso cose senza senso nei momenti più strani.
E così, dai meandri del mio cervello,secondo meccanismi del tutto sconosciuti anche ai più illustri luminari della psicologia, è apparsa un immagine che mi ha fatto sorridere. Quella di Ricciolo: un simpatico personaggio verde e riccioluto, che parla solo facendo un suono, ovvero tut-tuut (il suo nome originale è infatti Tooter!) Questo pupazzetto verde con una spece di boccaglio/antenna in testa (lo snorkler) è uno Snorky!!
Già gli Snorky (The Snorkers) sono un cartone animato degli anni ’80, che nulla hanno da invidiare ai Puffi, anche se questi li hanno un po’ messi in ombra:
“Nacquero come fumetto nel 1982 in Belgio, disegnati da Freddy Monnickendam. Vennero in seguito adattati come cartone animato dalla Hanna-Barbera Productions e trasmessi negli USA il sabato mattina dal 1984 al 1988 dalla rete NBC. Il cartone animato proseguì solo quattro stagioni, a causa del maggior successo ricevuto dalla serie animata I Puffi. I Puffi contengono alcune similitudini con gli Snorky ma, diversamente da quanto a volte si creda, gli Snorky non sono un clone de I Puffi.”
[da Wikipedia]
Io non mi ero fatto ingannare, però. Ho sempre dubitato di quei pupazzetti blu che parlavano in modo ermetico: “Ciao, puffiamo di là, puffiamo di qua… Noi puffi, puffolina, puffiamo sempre puffando…” Che poi lasciano spazio a molti interrogativi…
Vi lascio con la sigla, ovviamente cantata da Cristina d’Avena… un pezzo decisamente Rock!!! -_-’
Il 6 ottobre 2009 tutte le persone in ogni angolo del mondo perdono i sensi per 2 minuti e 17 secondi. In questo periodo di tempo, ognuno vede il proprio futuro in una premonizione (un flashforward, appunto): 2 minuti e 17 secondi del 29 aprile 2010 (o del 30 aprile, a seconda del fuso orario). A Los Angeles, l’agente federale Mark Benford vede se stesso investigare proprio sul flashforward, analizzando i dati raccolti su una grande lavagna, un mosaico di foto, nomi, piste. Nel presente, questo suo ricordo lo aiuterà ad iniziare un’investigazione su cosa ha causato e cos’è stato il flashforward che ha mostrato il futuro a tutto il mondo. Mark, così come i suoi amici, i suoi colleghi e la sua famiglia, deve confrontarsi con la sua premonizione e interrogarsi sulle possibilità che il futuro si avveri o meno.
[da Wikipedia]
Questa la trama di una delle serie tv più complesse mai trasmesse. “Flashforward” è la trasposizione televisiva prodotta e trasmessa dalla statunitense ABC (in Italia su Fox) e basata sul romanzo “Flashforward” dello scrittore canadese Robert J. Sawyer.
Complessa, perché come accaduto per altre simili (ad esempio Lost) non si limita ad essere solo un programma fantascientifico, o un thriller. È entrambe le cose e contemporaneamente è intriso di filosofia metafisica e scienza, dando allo spettatore la possibilità di riflettere. E, in questo caso, su un argomento molto complesso: il destino.
Se potessimo avere una visione del nostro futuro, anche se di pochi secondi, come affronteremo il presente? Le nostre azioni, acquisita la consapevolezza, porteranno sempre allo stesso risultato?
O il futuro può cambiare?