Archive for the ‘Secondo me’ Category
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«Voglio rivolgere anche a voi Italiane e Italiani un appello, senza retorica, che sorge dal mio cuore…, qui non c’entra la politica, qui c’entra la solidarietà umana, tutti gli Italiani e le Italiane devono sentirsi mobilitati per andare in aiuto di questi fratelli colpiti da questa sciagura».
Lo diceva il Presidente Sandro Pertini, in occasione del Terremoto d’Irpinia del 23 novembre 1980.
In quasi 16 anni di attività nella protezione civile come volontario, credo di aver visto quanto basta da poter dire di conoscere almeno un po’ l’argomento. In tutti questi anni ho visto cambiare notevolmente questo organo nazionale. E per la maggior parte degli aspetti, in modo positivo. Una cosa che però non ho visto cambiare quasi per niente è la conoscenza dei cittadini nei confronti di questa istituzione e delle sue componenti, in particolar modo per quello che riguarda i volontari. Quasi per niente dicevo, poiché solo in occasione di alcuni eventi drammatici recenti di carattere nazionale, c’è stata la possibilità, purtroppo, di mostrare l’operato dei volontari. Che però, il loro lavoro gratuito lo fanno tutto l’anno e in diverse circostanze(previsione, prevenzione, soccorso). E, attenzione, i volontari non lo fanno per chissà quale intento di protagonismo o esibizionismo, se non in rarissimi casi (per fortuna).
L’identità del volontario è, più che altro, caratterizzata dalla voglia di aiutare il prossimo, in modo organizzato e professionale. E in modo del tutto gratuito.
Fare il volontario di protezione civile non è un lavoro, ma un’attività personale tesa alla solidarietà e all’altruismo. So per esperienza che capitano di tanto in tanto aberrazioni di questo concetto da parte di alcune, poche, associazioni. Spesso, fortunatamente vengono isolate e stroncate.
I volontari di protezione civile sono cittadini come gli altri che, quando chiamati, lasciano il loro posto di lavoro, la loro famiglia, la sicurezza di essere al sicuro, per portare aiuto ad altri cittadini in difficoltà. Non mi sembra un fatto da poco.
Diverso è se parliamo di dirigenti, politici e politica e anche giornalisti, che contribuiscono spesso a distorcere il concetto di volontariato, contribuendo alla disinformazione e strumentalizzando un risorsa che hanno scoperto essere molto forte.
Le critiche sono, ovviamente, ammesse, se utili a migliorare. Ma mai, e ripeto mai, potrò accettare le offese ingiuriose di persone che nulla conoscono di questo mondo, nei confronti dei volontari. E lo dico prima di tutto da cittadino, poi da volontario.
Governo: Casini (udc), Bossi e Tremonti tranquilli, non entro
ROMA, 11 LUG – “Mi dicono che Tremonti e Bossi in queste ore stiano un po’ agitandosi, ma li voglio rassicurare, stiano tranquilli e sereni perché non serve aggiungere un posto a tavola in cose vecchie che hanno dimostrato di non funzionare. Serve una svolta politica vera in questo Paese e solo a questo noi siamo interessati”. Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Tg1, ha ribadito la posizione del suo partito in merito a possibili alleanze con il Pdl. [ANSA]
Casini, governo di larghe intese con Berlusconi premier
ROMA, 12 LUG – Un “governo di responsabilità nazionale”. È quanto auspica il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini secondo cui è l’unico modo per uscire dalla “crisi politica in atto”: un esecutivo aperto a tutti, guidato da chi sceglierà il capo dello Stato, ma per il quale “non è possibile avanzare veti” su Silvio Berlusconi perché “ha vinto lui le elezioni”. Intervistato dal Corriere della Sera, Casini spiega: “se fossi il premier di fronte alla gravità della crisi e alla situazione del Paese, chiederei a tutte le forze politiche una responsabilità più ampia”. Il Pd accetterebbe, secondo Casini, perché sono “in molti a rendersi conto che così non si può andare avanti”. La Lega e l’Idv, invece, “forse no”. Il leader dell’Udc inoltre dice che alla cena in casa del giornalista Bruno Vespa con Silvio Berlusconi, Gianni Letta e il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone (“messo ingiustamente in mezzo, di politica italiana non ha detto niente”), il premier non gli ha chiesto nulla. E rispondendo alla domanda se ci siano state offerte on altre occasioni, il leader dell’Udc dice: “Che Berlusconi pensi a rafforzare il suo governo è comprensibile, ma per quanto mi riguarda, non c’e’ un interesse a partecipare a questo governo: sarebbe ridicolo e umiliante. Bossi è un esperto di ribaltoni. Io no.”. Per questo la Lega, afferma, “insorge per un nulla”. Per Casini comunque è “offensivo” pensare che l’Udc potrebbe sostituire i finiani: “mi auguro invece- dice- che Fini ritenga positivo il mio ragionamento e la necessità di un’alleanza tra forze che puntano a realizzare riforme importanti per il bene del Paese”. [ANSA]
Quando si dice coerenti. Credo sia uno degli esempi più folgoranti per rappresentare la politica italiana!
Ovvero: la Chiesa e i soldi degli italiani.
E quando si dice italiani si intendono proprio tutti gli italiani. Non solo quelli che mettono la “X” sulla casella per devolvere l’8 per mille alla Chiesa Cattolica.
Cercando di capire il funzionamento di questo dazio “facoltativo”, mi sono messo a cercare nella rete informazioni a riguardo, trovando moltissimo. Tutte cose che stranamente alla tv non dicono, che raramente trovi sui giornali.
La scelta nella dichiarazione dei redditi su come devolvere l’8 per mille è il meccanismo con cui lo Stato italiano ripartisce, in base alle preferenze dei contribuenti, l’8% dell’intero gettito fiscale Irpef, secondo un legge del 20 maggio 1985.
Una parte interessante di questa legge dice:
“(…) Le destinazioni di cui al comma precedente vengono stabilite sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi. In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse. (…)”
Per capire meglio i meccanismi di questo curioso sistema di attribuzione vi invito a leggere questo articolo.
Vi suggerisco, inoltre, la lettura di un articolo di Curzio Maltese (La Repubblica) affronta l’argomento dei conti della Chiesa.
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Aggiungo il servizio di Report andato in onda su Rai3 il 30/05/2010, dal titolo “Il boccone del prete”!