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Governo: Casini (udc), Bossi e Tremonti tranquilli, non entro
ROMA, 11 LUG – “Mi dicono che Tremonti e Bossi in queste ore stiano un po’ agitandosi, ma li voglio rassicurare, stiano tranquilli e sereni perché non serve aggiungere un posto a tavola in cose vecchie che hanno dimostrato di non funzionare. Serve una svolta politica vera in questo Paese e solo a questo noi siamo interessati”. Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Tg1, ha ribadito la posizione del suo partito in merito a possibili alleanze con il Pdl. [ANSA]
Casini, governo di larghe intese con Berlusconi premier
ROMA, 12 LUG – Un “governo di responsabilità nazionale”. È quanto auspica il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini secondo cui è l’unico modo per uscire dalla “crisi politica in atto”: un esecutivo aperto a tutti, guidato da chi sceglierà il capo dello Stato, ma per il quale “non è possibile avanzare veti” su Silvio Berlusconi perché “ha vinto lui le elezioni”. Intervistato dal Corriere della Sera, Casini spiega: “se fossi il premier di fronte alla gravità della crisi e alla situazione del Paese, chiederei a tutte le forze politiche una responsabilità più ampia”. Il Pd accetterebbe, secondo Casini, perché sono “in molti a rendersi conto che così non si può andare avanti”. La Lega e l’Idv, invece, “forse no”. Il leader dell’Udc inoltre dice che alla cena in casa del giornalista Bruno Vespa con Silvio Berlusconi, Gianni Letta e il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone (“messo ingiustamente in mezzo, di politica italiana non ha detto niente”), il premier non gli ha chiesto nulla. E rispondendo alla domanda se ci siano state offerte on altre occasioni, il leader dell’Udc dice: “Che Berlusconi pensi a rafforzare il suo governo è comprensibile, ma per quanto mi riguarda, non c’e’ un interesse a partecipare a questo governo: sarebbe ridicolo e umiliante. Bossi è un esperto di ribaltoni. Io no.”. Per questo la Lega, afferma, “insorge per un nulla”. Per Casini comunque è “offensivo” pensare che l’Udc potrebbe sostituire i finiani: “mi auguro invece- dice- che Fini ritenga positivo il mio ragionamento e la necessità di un’alleanza tra forze che puntano a realizzare riforme importanti per il bene del Paese”. [ANSA]
Quando si dice coerenti. Credo sia uno degli esempi più folgoranti per rappresentare la politica italiana!
“Un vecchio Cervo un giorno
sfasciò co’ du’ cornate
le staccionate che ciaveva intorno.
Giacché me metti la rivoluzzione,
je disse l’Omo appena se n’accorse -
te tajerò le corna, e allora forse
cambierai d’opinione…No, – disse er Cervo – l’opinione resta
perché er pensiero mio rimane quello:
me leverai le corna che ciò in testa,
ma no l’idee che tengo ner cervello.”[Trilussa]
“L’iniziativa sull’alimentazione promette bene, ma quale sarà il contributo dell’Italia? Il signore Berlusconi non ci ha ancora detto nulla in proposito. Egli ha rispettato solo il 3% degli impegni a favore dell’Africa da lui stesso sottoscritti nel 2005. Ha detto che ne è dispiaciuto, ma quando farà effettivamente qualcosa? Signor Berlusconi, lei deve ai poveri oltre un miliardo di euro: dov’è questo miliardo, signor ‘Tre percento’?”
One, l’organizzazione per la lotta alla povertà in Africa guidata da Bono, il cantante leader degli U2, e da Bob Geldof, ha pubblicato sul suo sito il gioco Hurl Berl (in italiano, “Lanciamo Berlusconi”), che prende le mosse dalle accuse lanciate dal gruppo al governo italiano, che non avrebbe rispettato le promesse fatte al G8 del 2005 per raddoppiare i fondi per combattere la povertà in Africa.
Nel suo rapporto annuale, One ha accusato l’Italia di aver addirittura diminuito gli aiuti e ne ha chiesto l’espulsione dal G8 (anzi, il “lancio” di Berlusconi fuori dal G8).
Nel gioco animato si lancia il personaggio di Silvio Berlusconi come se fosse un martello, all’interno di uno stadio olimpico. Inoltre, si può firmare la petizione per chiedere l’espulsione dell’Italia dal gruppo dei Paesi più industrializzati: «Mostrategli come si fa», recita una scritta sulla pagina da cui si apre il gioco.
[da: Il Secolo XIX]
“Strano destino per un ex democristiano. Mentre in Italia non sono pochi quelli che sognano il ritorno della “balena bianca” (da Rutelli a Casini), l’ex premier (oltre che ex presidente del Pd, ex presidente della Commissione Ue, ex leader dell’Ulivo) Romano Prodi preferisce andare controtendenza: fa il mezzobusto nella tv controllata dal partito comunista cinese. Questo l’epilogo della carriera dell’unico leader del centrosinistra che è riuscito a battere il Cavaliere: dopo essere entrato nella prestigiosa China Europe International Business School (Ceibs), prima business school della Cina e ottava nel mondo, ora avrà un ruolo da commentatore televisivo in una Paese capital – marxista.”
Leggi tutto l’articolo su Panorama.it
«La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni».
Lo ha stabilito oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. Ed io lo condivido. La scuola è e deve rimanere diventare un luogo esclusivamente d’istruzione culturale in senso classico. La religione è una questione personale e la per prima famiglia, non la scuola, è la sede più idonea. La laicità dell’istruzione deve fare da garante alla nitidezza dell’insegnamento interculturale.
La famosa ora di religione, è un espediente della Chiesa per essere presente dove, certamente, non è necessaria, se non a se stessa. Piuttosto, sarebbe utile un approfondimento delle religioni e delle culture, integrandolo allo studio della storia e della filosofia. Aiuterebbe meglio a conoscere e conoscersi, comprendendo meglio chi siamo e come possiamo interconnetterci, prendendo il meglio da ogni cultura.
Tutto questo non significa perdere la propria identità, bensì il contrario.
“Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, I’imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un’insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno.”
[Mahatma Gandhi]