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“Ad una settimana dal terremoto, l’aumento continuo dei soldati Usa e la possibilita’ che ne giungano altri 3.500 delle Nazioni Unite, hanno portato un barlume di speranza fra i sopravvissuti di Haiti, alla ricerca disperata di rifornimenti e sicurezza.”
[da Asca.it]
Purtroppo la grave situazione di caos generata dal terribile evento di una settimana fa, ha portato ad un clima di precaria sicurezza. Come precarie sono le condizioni generali di chi vive questa esperienza e che vive tutti i giorni in un paese che già da tempo è piegato dalla condizione di povertà e sottosviluppo. Paese che è considerato il meno sviluppato dell’emisfero settentrionale e uno dei più poveri al mondo.
Il tragico terremoto di magnitudo 7.0 ha colpito l’entroterra, devastando in particolare la città di Port-au-Prince.
Ricordo che per il maremoto dell’Oceano Indiano del dicembre 2004 la mobilitazione mondiale non si fece attendere. In quel caso ci fu un’attivazione più rapida, a mio avviso, di tutte le strutture di emergenza delle nazioni europee e degli altri grandi paesi. Forse perché coinvolte direttamente dalla presenza in quelle zone dei tanti turisti, forse per altri motivi, non lo so.
Quello che so è che allora anche le associazioni di volontariato, sia quelle più grandi a carattere nazionale, come la mia, che quelle più piccole, vennero attivate immediatamente. Attivazione che arrivò sia per aiutare nelle operazioni di carico per l’invio degli aiuti, ma, soprattutto, per la partenza. Poi, in effetti, non furono molte le organizzazioni (non parlo certo di quelle internazionali come la CRI o lo SMOM) a partire, però eravamo pronti, come sempre del resto.
Al momento credo l’ostacolo più grande sia la sicurezza. Però allo stesso tempo mi chiedo se in fondo un volontario disposto a partire per aiutare a trovare ancora qualche bambino vivo sotto le macerie o portare aiuto e conforto a chi ha perso tutto, si ponga il problema.
Se qualcuno vuole aiutare Haiti e i suoi abitanti, può farlo sostenendo le organizzazioni che intervengono attivamente in questo scenario.
Croce Rossa
Numero verde: 800.166.666
Donazione online: Causale “Pro emergenza Haiti” www.cri.it
Bonifico bancario: causale “Pro emergenza Haiti” IBAN IT66-C0100503 3820 0000 0218020
Unicef
Donazioni online: www.unicef.it/…
Oppure: C/C postale 745.000 IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0505 010
Programma alimentare mondiale Onu
Posta : c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM
IBAN IT45TO76 0103 200 0000 6155 9688
Banca: c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848
ABI 03069 CAB 05196
IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383
Donazioni online: www.wfp.org/it
Caritas Italiana
C/C POSTALE N. 347013 – Causale: “Emergenza terremoto Haiti”
Oppure tramite bonifico
UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma – Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)
Donazioni online: Caritas international www.caritas.org/…
Save the Children
Donazioni online con carta di credito (nessuna commissione): www.savethechildren.it/…
Oppure: C/C POSTALE n.43019207
Medici senza Frontiere
Con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
Con bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000
CC postale 87486007, intestato a Medici senza Frontiere inlus, causale: Terremoto Haiti
Online: www.medicisenzafrontiere.it
Actionaid
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.13287
Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma
causale Emergenza Haiti
Bonifico bancario sul conto BPM – IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti
Donazioni on line dal sito internet www.agire.it
Le Misericordie Italiane
c/c 000005000036, MONTE DEI PASCHI DI SIENA SPA, Firenze Agenzia 6, IBAN: IT 03 Y 01030 02806 000005000036
oppure: CONTO CORRENTE POSTALE N° 000021468509, Firenze Agenzia 29
IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509
entrambi intestati a “Confederazione Nazionale” con causale «PRO HAITI».
[da Yahoo.it]
Per alcuni è la storia del “Messia bianco” che salva gli indigeni.
“Avatar”, l’ultimo film di James Cameron in uscita venerdì nelle sale italiane, è la storia di un marine americano che, trovandosi su un pianeta abitato da alieni dalla pelle blu, simpatizza e si unisce a loro nel combattere gli umani. Secondo un piccolo ma attivo gruppo di contestatori che si fa sentire su Internet, è solo la nuova versione di un classico tema dal sottofondo razzista: l’uomo bianco che arriva a salvare il “buon selvaggio”. Da quando il film è uscito negli Stati Uniti tre settimane fa, riscuotendo un clamoroso successo di critica e pubblico, sono spuntati centinaia di blog, articoli di giornale, messaggi su twitter e video su youtube per protestare contro una “fantasia sulla razza dal punto di vista dei bianchi”. Cameron, è stato detto, ha ripreso “la favola del Messia bianco” con tante analogie con pellicole come “Balla coi lupi”, “L’ultimo samurai” o “Un uomo chiamato cavallo”.
Cameron ha sempre detto di aver voluto fare un film sul rispetto delle differenze e sulla tolleranza. La maggior parte degli americani bianchi, in “Avatar”, sono avari, immorali e violenti al limite della caricatura. In un’email inviata alla Associated Press, Cameron ha detto che Avatar “ci chiede di aprire gli occhi e vedere davvero gli altri, di rispettarli anche se sono diversi, nella speranza di trovare un modo di prevenire i conflitti e vivere più in armonia su questo mondo”.
[APCom - 11/01/2009 17.02]
Curiosità: cercando la definizione della parola “avatar”, ho trovato su wikipedia qualcosa che mi ha colpito e che, almeno io, fino ad oggi ignoravo.
“Presso la religione Induista, un avatar o avatara è l’assunzione di un corpo fisico da parte di Dio o di uno dei Suoi aspetti. Questa parola deriva dalla lingua sanscrita e significa “disceso”; nella tradizione religiosa induista consiste nella deliberata incarnazione di un Deva, o del Signore stesso, in un corpo fisico al fine di svolgere determinati compiti.
Questo termine viene usato principalmente per definire le diverse incarnazioni di Vishnu, tra cui si possono annoverare Krishna e Rama…” [+]
“Strano destino per un ex democristiano. Mentre in Italia non sono pochi quelli che sognano il ritorno della “balena bianca” (da Rutelli a Casini), l’ex premier (oltre che ex presidente del Pd, ex presidente della Commissione Ue, ex leader dell’Ulivo) Romano Prodi preferisce andare controtendenza: fa il mezzobusto nella tv controllata dal partito comunista cinese. Questo l’epilogo della carriera dell’unico leader del centrosinistra che è riuscito a battere il Cavaliere: dopo essere entrato nella prestigiosa China Europe International Business School (Ceibs), prima business school della Cina e ottava nel mondo, ora avrà un ruolo da commentatore televisivo in una Paese capital – marxista.”
Leggi tutto l’articolo su Panorama.it
È iniziato oggi (per il pubblico) il 67° Salone della moto (EICMA), che resterà aperto fino a domenica 15 novembre, presso la nuova Fiera di Milano.
Un salone che si articola su 6 padiglioni coperti e 55.000 metri quadrati di superficie, cui vanno aggiunti gli 80.000 mq dell’area MotoLive, pista con 8 tribune da 4.500 posti a sedere che ospiterà le 36 esibizioni in programma dei più apprezzati stuntman del mondo. Un’edizione molto importante quella di quest’anno, che accoglie oltre 1.300 brand espositori (138 le aziende motociclistiche). Alla manifestazione però non hanno aderito Yamaha e Honda, a causa della crisi pare (entrambi imarchi rimangono comunque più che produttivi per quello che riguarda nuovi modelli e sviluppo).
Tante comunque le novità da scoprire e si potranno finalmente ammirare la nuova Ducati Multistrada 1200 e la nuova MV Agusta F4. Moto che non conoscono limiti dal punto di vista delle prestazioni, ma anche da quello stilistico, per il design unico e sfolgorante che sanno esprimere anche staticamente. Stile tutto italiano.
E sabato prossimo sarò all’EICMA, ovviamente.