Archive for the ‘Filosoffiando’ Category
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* 義, Gi: Onestà e Giustizia
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell’onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
* 勇, Yu: Eroico Coraggio
Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L’eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.
* 仁, Jin: Compassione
L’intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d’aiuto ai propri simili e se l’opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una.
* 礼, Rei: Gentile Cortesia
I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.
* 誠, Makoto o 信, Shin: Completa Sincerità
Quando un Samurai esprime l’intenzione di compiere un’azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l’intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di “dare la parola” né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.
* 名誉, Meiyo: Onore
Vi è un solo giudice dell’onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.
* 忠義, Chugi: Dovere e Lealtà
Per il Samurai compiere un’azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.
[Fonte: Wikipedia]
“Strade che si lasciano guidare forte,
Poche parole piogge calde e buio,
Tergicristalli e curve da drizzare,
Strade che si lasciano dimenticare…”
[Strade, Subsonica]

Il viaggio non ha inizio. Non ha forma e ha tante forme. E’ un paradosso della mente. È la nuvola.
Quando apriamo gli occhi per la prima volta, siamo già in viaggio, chissà da quanto tempo. E’ per questo che non ci si può fermare. La vita stessa è un viaggio.
Possiamo solo scegliere quali percorsi affrontare. Se fingere di muoverci nella nostra gabbietta, girando ipnoticamente sulla nostra ruota da criceto, o avventurarci nel mondo con la curiosità di un bambino che scopre la realtà.
“How many roads must a man walk down,
before you can call him a man?”
[Blowin' in the Wind, Bob Dylan]
Il viaggio è inevitabile. È necessario. C’è il bisogno di conoscenza, la voglia di scoprire ed imparare:
“Ecco perché il Piccolo Principe aveva dovuto lasciare la sua stella e la sua rosa.
Per prendere a poco a poco conoscenza.”
[Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupérie]
Il viaggio, però, non avrebbe senso senza un punto di partenza. Come dicevo è un paradosso. Non ha un inizio. Ma anche il contrario. Diventa importante, perciò, avere un punto di riferimento, forte, stabile, imperturbabile. Da dove partire e dove tornare. La quercia.
Nel giusto equilibrio tra questi elementi, si svolge il nostro viaggio. A volte più nuvola a volte più quercia.
Spesso entrambi.
“Io voglio passare ad un livello successivo,
voglio dare vita a ciò che scrivo.
Sono paranoico ed ossessivo fino all’abiura di me.
Vado ad un livello successivo dove dare vita a ciò che scrivo.
Sono paranoico ed ossessivo fino all’abiura di me.”
Decisamente un buon proposito quello di proiettarsi oltre i limiti. Quelli che ci impone la vita, quelli che ci poniamo noi. E allora ci troviamo lì a progettare, a immaginare, a sognare. E tutti i “vorrei” ci spingono avanti giorno dopo giorno, ricordandoci che siamo noi e solo noi gli artefici del nostro cammino, dandoci da fare in prima persona, stravolgendo, se serve, tutto.
I confini non esistono, siamo noi che li creiamo per sentirci sicuri. Per delineare uno spazio che risulta tanto infinito, quanto ignoto.
Si può, si deve, passare ad un livello successivo, perché si può solo che migliorare.
Uno dei tanti deliri notturni…
«Su su… svelti eh, svelti, veloci… Piano, con calma. Non v’affrettate, eh. Poi non scrivete subito poesie d’amore, eh! Che sono le più difficili aspettate almeno almeno un’ottantina d’anni eh… Scrivetele su un altro argomento, che ne so su… su… il mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un’altra, eh? Avete capito? La poesia non è fuori, è dentro! Cos’è la poesia? Non chiedermelo più, guardati nello specchio: la poesia sei tu! E vestitele bene le poesie! Cercate bene le parole! Dovete sceglierle! A volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola! Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere! Da Adamo ed Eva: lo sapete Eva quanto c’ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa… Ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre! Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto! Morto, tutto è… Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l’allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza! Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato! Questo è quello che dovete fare! Non son riuscito a leggerli! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia. E se il pezzo non vi viene da questa posizione, da questa, da così, beh… buttatevi in terra! Mettetevi così! Eccolo qua… Oh! È da distesi che si vede il cielo! Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima!? Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola… “muro”! “Muro” non ti dà retta… non usatela più per 8 anni, così impara! “Che è questo? Boh! Non lo so!” Questa è la bellezza! Come quei versi là, che voglio che rimangano scritti lì per sempre!…Forza cancellate tutto.»
[Roberto Benigni, da "La tigre e la neve"]
Si cresce guarendo dalle ferite, ma dal dolore non si fugge.
L’autunno di quest’anno vede cadere le foglie con molta più malinconia del solito, pensando ai giorni passati insieme ai compagni di tutti i giorni. Persone che quotidianamente, senza rendercene conto ci hanno lasciato un po’ di loro e che, pur ignari, hanno cambiato irreversibilmente il nostro cammino.
A queste persone, dunque, sarò sempre grato.
Guardo al presente, pensando al futuro, ma ricordando il passato. Non dimentico ne gli amici ne i nemici, artefici anch’essi di quello che sono.
Ci sono scelte, però, che rendono un uomo più simile alla spora di un fungo. Anche meno. E questi verranno sempre riconosciuti per quello che sono. Ma questo pensiero non soddisfa, comunque, la voglia di rivincita, verso coloro che possono decidere le sorti di una persona e con disinvoltura, magari per contrastare la loro stessa impotenza, cercando di imporre un carisma inesistente, ne decretano la dipartita.
Ezechiele, 25:17. Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te!