Archive for the ‘Dal Mondo’ Category
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Dopo aver rifiutato l’aiuto del regista James Cameron, la Bp fa appello a Kevin Costner. Gli esperti della compagnia petrolifera hanno riconosciuto che i macchinari dell’attore sono i più efficaci a ripulire l’acqua nera di petrolio e hanno piazzato un primo ordinativo per l’acquisto di 32 «centrifughe del mare».
La società di Costner, la OTS – Ocean Therapy Solutions produce questi macchinari “Liquid-Liquid Centrifugal Separators” già da tempo e l’attore ha impiegato circa 15 anni e 20 milioni di dollari per farle mettere a punto. Hanno la capacità di aspirare l’acqua, centrifugarla, e separare al 99% le sostanze inquinanti, senza produrre ulteriore inquinamento.
Il protagonista di Waterworld, che ha un fratello scienziato specializzato in questo genere di tecnologie, finanziò a suo tempo il progetto che, 15 anni fa, sembrava avveniristico, ma che oggi pare essere il sistema più all’avanguardia per affrontare la marea nera. Le macchine hanno la capacità di separare il petrolio dall’acqua e possono filtrare fino a 750 litri di acqua al minuto.
Speriamo che questa soluzione, che comunque non credo sia in grado da sola a risolvere del tutto il problema, possa aiutare a far tornare il prima possibile il mare com’era prima.
“L’iniziativa sull’alimentazione promette bene, ma quale sarà il contributo dell’Italia? Il signore Berlusconi non ci ha ancora detto nulla in proposito. Egli ha rispettato solo il 3% degli impegni a favore dell’Africa da lui stesso sottoscritti nel 2005. Ha detto che ne è dispiaciuto, ma quando farà effettivamente qualcosa? Signor Berlusconi, lei deve ai poveri oltre un miliardo di euro: dov’è questo miliardo, signor ‘Tre percento’?”
One, l’organizzazione per la lotta alla povertà in Africa guidata da Bono, il cantante leader degli U2, e da Bob Geldof, ha pubblicato sul suo sito il gioco Hurl Berl (in italiano, “Lanciamo Berlusconi”), che prende le mosse dalle accuse lanciate dal gruppo al governo italiano, che non avrebbe rispettato le promesse fatte al G8 del 2005 per raddoppiare i fondi per combattere la povertà in Africa.
Nel suo rapporto annuale, One ha accusato l’Italia di aver addirittura diminuito gli aiuti e ne ha chiesto l’espulsione dal G8 (anzi, il “lancio” di Berlusconi fuori dal G8).
Nel gioco animato si lancia il personaggio di Silvio Berlusconi come se fosse un martello, all’interno di uno stadio olimpico. Inoltre, si può firmare la petizione per chiedere l’espulsione dell’Italia dal gruppo dei Paesi più industrializzati: «Mostrategli come si fa», recita una scritta sulla pagina da cui si apre il gioco.
[da: Il Secolo XIX]
I palazzi della grande Mela hanno bisogno di un piccolo restyling, ma le casse del comune piangono. Accade ovunque. In tempi di crisi economica anche a New York.
La soluzione l’ha trovata l’artista tedesco Jan Vormann ed è davvero originale: riparare con i mattoncini Lego le crepe.
Dopo aver sperimentato la sua idea “che mescola arte e funzionalità” a Berlino, Jan è sbarcato a New York, con l’intenzione di “dare una mano al sindaco Bloomberg nella sua lotta quotidiana per rendere la città sempre più stupefacente”.
Alcune delle sue riparazioni intorno a Central Park e Bryant Park sono già state rimosse, altre continuano ad attirare l’attenzione dei passanti i.
Sul sito ufficiale trovate tutte le foto.

Il “Charging Bull” è la scultura in bronzo (quasi 5 metri per 3,2 tonnellate) in Bowling Green, all’altezza del 26 Broadway, a New York, diventata simbolo della borsa.
L’opera è dello scultore, di origine siciliana, Arturo Di Modica e venne trovata “abusivamente” sul marciapiede di Wall St il 16 dicembre 1989, come simbolo di forza e speranza. Racconta Di Modica: «A Wall Street l’ hanno considerata un portafortuna: dopo il crollo del 1987, due anni dopo, l’ arrivo della mia scultura coincise con un periodo decisamente positivo per la Borsa: da 2 mila punti a 11 mila. La considerano un po’ la mascotte».
Altre informazioni su Wikipedia (en)

“Ad una settimana dal terremoto, l’aumento continuo dei soldati Usa e la possibilita’ che ne giungano altri 3.500 delle Nazioni Unite, hanno portato un barlume di speranza fra i sopravvissuti di Haiti, alla ricerca disperata di rifornimenti e sicurezza.”
[da Asca.it]
Purtroppo la grave situazione di caos generata dal terribile evento di una settimana fa, ha portato ad un clima di precaria sicurezza. Come precarie sono le condizioni generali di chi vive questa esperienza e che vive tutti i giorni in un paese che già da tempo è piegato dalla condizione di povertà e sottosviluppo. Paese che è considerato il meno sviluppato dell’emisfero settentrionale e uno dei più poveri al mondo.
Il tragico terremoto di magnitudo 7.0 ha colpito l’entroterra, devastando in particolare la città di Port-au-Prince.
Ricordo che per il maremoto dell’Oceano Indiano del dicembre 2004 la mobilitazione mondiale non si fece attendere. In quel caso ci fu un’attivazione più rapida, a mio avviso, di tutte le strutture di emergenza delle nazioni europee e degli altri grandi paesi. Forse perché coinvolte direttamente dalla presenza in quelle zone dei tanti turisti, forse per altri motivi, non lo so.
Quello che so è che allora anche le associazioni di volontariato, sia quelle più grandi a carattere nazionale, come la mia, che quelle più piccole, vennero attivate immediatamente. Attivazione che arrivò sia per aiutare nelle operazioni di carico per l’invio degli aiuti, ma, soprattutto, per la partenza. Poi, in effetti, non furono molte le organizzazioni (non parlo certo di quelle internazionali come la CRI o lo SMOM) a partire, però eravamo pronti, come sempre del resto.
Al momento credo l’ostacolo più grande sia la sicurezza. Però allo stesso tempo mi chiedo se in fondo un volontario disposto a partire per aiutare a trovare ancora qualche bambino vivo sotto le macerie o portare aiuto e conforto a chi ha perso tutto, si ponga il problema.