Archive for marzo, 2010
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«La Guida galattica per autostoppisti è un libro decisamente notevole, forse il più notevole, sicuramente quello di maggiore successo, mai pubblicato dalle grandi case editrici dell’Orsa Minore. Più popolare del “Manuale di economia domestica celeste”, più venduto di “Altre 53 cose da fare a gravità zero” e più discusso della trilogia di bestseller filosofici di Ulon Collufyd “Dove ha sbagliato Dio”, “Ancora alcuni tra i più grandi sbagli di Dio” e “Chi è questo Dio, in fin dei conti?”. La Guida ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, come l’indiscussa depositaria di tutta la conoscenza e la saggezza, per due importanti ragioni. Primo, costa un po’ meno; secondo, reca la scritta, DON’T PANIC, niente panico, in grandi e rassicuranti caratteri sulla copertina.»
Tratto da un fortunato libro degli anni ’80 scritto da Douglas Adams, questo film del 2005 è di sicuro tra i più originali nel suo genere. Del resto è una storia originalissima, raccontata in un modo altrettanto stravagante.
È di quei film che io personalmente considero un cult, perché i personaggi sono veramente unici, come il mitico robot Marvin, ilpiù intelligente dell’universo ma depresso, o per la breve apparizione del capodoglio e della begonia.
La storia
Arthur Dent (Martin Freeman) si è appena svegliato, quando scopre che un’impresa costruttrice sta per demolire la sua casa per poi costruire una superstrada, peraltro come previsto in un apposito progetto (a cui però lui non si era interessato).
Pochi minuti dopo scopre che il suo migliore amico, Ford Perfect (Mos Def), non è un terrestre, ma un alieno proveniente dalla costellazione di Betelgeuse, che gli rivela che anche che la Terra sta per essere distrutta da una Flotta Costruzioni Vogon, per far posto a una superstrada spaziale, cosa a cui gli umani non si erano minimamente interessati, nonostante il progetto fosse già stato previsto da tempo e regolarmente depositato nell’ufficio competente della galassia (!).
Ford aiuta Arthur e i due riescono a salvarsi abbandonando il pianeta… come autostoppisti!
Inizia così un’avventura in giro per l’universo a bordo del Cuore d’Oro, la prima astronave funzionante a improbabilità infinita, che vedrà come protagonisti anche la vivace Tricia McMillan (Zooey Deschanel) e l’ancora più vivace, nonché presidente neoletto della galassia, Zaphod Beeblebrox (Sam Rockwell). Premendo il pulsante ad improbabilità infinita, si ritrovano anche sul pianeta Viltvodle VI, dove vivono gli Jartravartid, una popolazione aliena che adora il Grande Ciaparche Verde, una divinità che avrebbe creato l’universo da un suo starnuto e dove abita anche Humma Kavula (John Malkovich), un sacerdote locale, nonché sfidante di Zaphod alle elezioni presidenziali galattiche.
Signora della twingo: “Ma io venivo da lì e andavo là, mica ti ho visto…”
Fabio (parlando con la moto): “E’ tutto a posto?”
Signora della twingo: “… che poi mica ti sei fatto niente, del resto mi hanno fatta passare…”
Fabio (parlando con se stesso): “mi fa male il piede, però la moto non si è fatta nulla…”
Signora della twingo: “… non mi è mai successo, è la prima volta, vabbè dai non ti sei QUASI fatto nulla…”
Fabio (dopo 5 minuti risponde alla signora della twingo): “signora, 10 minuti fa stavo molto meglio, poi l’ho incontrata!! Del resto la colpa è mia che andavo dritto e non sua che giustamente non mi ha dato la precedenza… no?!”

«Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va.»
(*Tutto scorre come un fiume)
“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.”
Domenica prossima, primo giorno di primavera, sarebbe stato il 69esimo compleanno della poetessa Alda Merini. Le quattro figlie Emanuela, Barbara, Flavia e Simona hanno voluto raccontare la sua storia. “Non la storia della famosa poetessa che tutti già conoscono ma la storia di una madre, una madre un po’ particolare“. Da qui l’idea di un sito (www.aldamerini.it) per rivivere – passo dopo passo – il percorso artistico, la biografia e gli incontri con figure importanti della letteratura italiana. Un modo concreto per ripercorrere la straordinaria vita della poetessa milanese.
A quattro mesi dalla sua morte le figlie hanno raccolto fotografie e versi. Nel sito spicca soprattutto una verità toccante e autentica: la storia di una madre che non sempre poté stare vicino alle sue figlie. “La maternità è una sofferenza, una gioia molto sofferta – spiegava la Merini – da un amante ci si può staccare, ma da un figlio non riesci“. Il sito riporta le iniziative del comune in vista della Giornata mondiale della poesia e presenta ufficialmente il Comitato pro Nobel Alda Merini.
[da ilGiornale.it]
«Come sempre, se tu o qualche altro membro della tua squadra doveste essere catturati o uccisi, l’agenzia negherà di essere al corrente dell’operazione. Questo nastro si autodistruggerà entro cinque secondi. Buona fortuna, Jim!»
LOS ANGELES – L’attore americano Peter Graves, 83 anni, celebre per il suo ruolo di Jim Phelps nella serie televisiva “Mission: Impossible”, è stato trovato morto nella sua abitazione a Pacific Palisades, a ovest di Los Angeles. Lo si è appreso da fonti di polizia, secondo cui l’attore è morto di “morte naturale”. (fonte: ANSA)
I palazzi della grande Mela hanno bisogno di un piccolo restyling, ma le casse del comune piangono. Accade ovunque. In tempi di crisi economica anche a New York.
La soluzione l’ha trovata l’artista tedesco Jan Vormann ed è davvero originale: riparare con i mattoncini Lego le crepe.
Dopo aver sperimentato la sua idea “che mescola arte e funzionalità” a Berlino, Jan è sbarcato a New York, con l’intenzione di “dare una mano al sindaco Bloomberg nella sua lotta quotidiana per rendere la città sempre più stupefacente”.
Alcune delle sue riparazioni intorno a Central Park e Bryant Park sono già state rimosse, altre continuano ad attirare l’attenzione dei passanti i.
Sul sito ufficiale trovate tutte le foto.