Archive for febbraio, 2010
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“(…) Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Son Io il signore del mio destino.
Son Io il capitano dell’anima mia.”
[Da Invictus, di William Ernest Henley]
La storia è ambientata in Sudafrica, nel periodo immediatamente successivo alla caduta dell’apartheid e all’insediamento di Nelson Mandela (Morgan Freeman) come presidente. Appena entrato in carica, Mandela si pone l’obiettivo di riappacificare la popolazione del paese, ancora divisa dall’odio fra i neri e i bianchi afrikaner. Simbolo di questa spaccatura diventa la nazionale di rugby degli Springbok, simbolo dell’orgoglio afrikaner e detestata dai neri, che però proprio in seguito alla caduta del regime dell’apartheid viene riammessa nelle competizioni internazionali dopo un boicottaggio di circa un decennio. In vista della Coppa del Mondo del 1995, ospitata proprio dal Sudafrica, Mandela si interessa alle sorti della squadra, con la speranza che una eventuale vittoria contribuisca a rafforzare l’orgoglio nazionale e lo spirito di unità del paese. In particolare, entra in contatto con il capitano Francois Pienaar (Matt Damon), facendogli capire l’importanza politica della incombente competizione sportiva. Questa frequentazione fra Pienaar e Mandela dà inizio a una serie di eventi che rafforzano il morale degli Springboks (reduci da un lungo periodo di sconfitte) e li conducono fino a una insperata vittoria in finale contro i temibili All Blacks. Il successo della nazionale diventa simbolo della grandezza della neonata “Rainbow Nation”.
[da Wikipedia.it]
A mio parere un bellissimo film, diretto da un Clint Eastwood impeccabile. E l’interpretazione di Morgan Freeman nei panni di Nelson Mandela non è da meno. Matt Damon se la cava bene, anche se da l’idea di essere un po’ inespressivo. Caratteristica che nella passata interpretazione della trilogia di Bourne (The Bourne Identity, The Bourne Supremacy, The Bourne Ultimatum) gli dava la giusta connotazione caratteriale, qui mi sembra un po’ riduttiva.
Da vedere assolutamente!

Il “Charging Bull” è la scultura in bronzo (quasi 5 metri per 3,2 tonnellate) in Bowling Green, all’altezza del 26 Broadway, a New York, diventata simbolo della borsa.
L’opera è dello scultore, di origine siciliana, Arturo Di Modica e venne trovata “abusivamente” sul marciapiede di Wall St il 16 dicembre 1989, come simbolo di forza e speranza. Racconta Di Modica: «A Wall Street l’ hanno considerata un portafortuna: dopo il crollo del 1987, due anni dopo, l’ arrivo della mia scultura coincise con un periodo decisamente positivo per la Borsa: da 2 mila punti a 11 mila. La considerano un po’ la mascotte».
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