Cinema

Il quarto tipo

“In Alaska, dagli anni 60 si sono verificati tantissimi casi di sparizioni misteriose. Nonostante le molteplici investigazioni del FBI, nessun caso è mai stato risolto. Nella cittadina di Nome, la dottoressa Abigail Tyler, psicologa, comincia a videoregistrare le sedute con pazienti traumatizzati e comincia a scoprire le più inquietanti prove di rapimenti alieni mai documentate…”

The Fourth Kind

Un mix, sapientemente miscelato dal regista Olatunde Osunsanmi, tra film e documentario, che evoca inquietudine e sgomento.

Fin da subito ci viene spiegato da Milla Jovovich in persona, che nel film interpreta la psicologa Abigail Tyler, protagonista del film, che quella che stiamo per vedere è la trasposizione cinematografica di fatti realmente accaduti nella città di Nome, in Alaska. È chiaro che questo faccia parte del film, anche se, al dire il vero, cercando in rete non è poi così chiaro se i fatti siano realmente accaduti o meno. Dopo tutto storie come questa che racconta di un CE4 (Close Encounter di IV tipo) ne esistono a migliaia.

La storia sembrerebbe una come tante in stile X-files, ma questa ci si accorge subito essere del tutto originale. Sicuramente il montaggio, a volte ansiogeno, che affianca le scene del film a quelle “realmente” documentate, è il primo aspetto decisivo. Poi si può considerare il fatto che, in fin dei conti, non viene mai asserita nessuna verità. Sì, si vede qualcosa, ma non del tutto. Insomma lascia lo spettatore con molti più interrogativi di quanti ne potesse avere prima della visione del film. E per me questo è davvero interessante.